Ho l’artrosi al ginocchio: devo per forza mettere una protesi?

L’artrosi è una patologia degenerativa, cronica e progressiva caratterizzata dall’usura della cartilagine articolare, che può provocare dolore e rigidità articolare tali da determinare limitazioni del movimento importanti sino a diventare invalidanti. 

Spesso i pazienti associano la presenza di artrosi al ginocchio a un’unica soluzione: l’impianto di una protesi. E una delle domande che ci rivolgono più frequentemente nel corso della visita è proprio questa: “Ma devo per forza mettere la protesi?”. 

La risposta è “No!”. La protesi non è la sola e unica possibilità di trattamento per l’artrosi. Vediamo perché e di quale opzione alternativa possiamo avvalerci.

La protesi non è l’unica possibilità di trattamento

La protesi di ginocchio non rappresenta la soluzione più adatta a tutti i casi di artrosi.

Non lo è per esempio quando l’artrosi interessa solo uno dei compartimenti del ginocchio (la cosiddetta artrosi monocompartimentale). 

In tali situazioni un approccio interessante è rappresentato dall’osteotomia del ginocchio (da osteon= osso e tomos= taglio), una procedura chirurgica in cui la tibia e/o il femore vengono tagliati e modificati nella forma per correggere una deviazione dell’asse dell’arto inferiore e alleviare la pressione a carico di un lato dell’articolazione stessa: si parla quindi, rispettivamente, di osteotomie tibiali e/o femorali. 

In effetti, il sovraccarico di un lato del ginocchio causato da un allineamento osseo anomalo (ginocchio in varo, in cui le ginocchia puntano in direzioni opposte, oppure in valgo, in cui i femori tendono a convergere) determina nel tempo un’usura più consistente della cartilagine articolare e un aumento del malallineamento stesso con un incremento del carico (e di conseguenza del dolore e della rigidità articolare) proprio su quel lato del ginocchio. 

In tali situazioni, le osteotomie femorali e/o tibiali consentono di spostare il carico sul compartimento del ginocchio non interessato dal processo artrosico, consentendo di alleviare il dolore e migliorare la funzionalità articolare, rallentando nel contempo la progressione della patologia artrosica. 

L’osteotomia come strategia risolutiva

In molte situazioni l’osteotomia si rivela una strategia risolutiva, soprattutto quando viene effettuata in pazienti in cui l’artrosi non è ancora di grado elevato: la ridistribuzione del carico, infatti, fa sì che il consumo dell’articolazione avvenga in modo più uniforme, prevenendo il ricorso all’impianto di una protesi totale.

Ma le osteotomie femorali e/o tibiali non vengono utilizzate solo nelle fasi iniziali del processo artrosico.

L’osteotomia consente anzi di trattare adeguatamente anche le artrosi avanzate, a patto che sia coinvolta solo una parte del ginocchio (interna o esterna) e che l’arto presentasse già una deviazione in varo (gambe a O) o in valgo (gambe a X) prima dell’insorgenza dell’artrosi stessa.

Peraltro l’osteotomia consente non solo di rallentare l’evoluzione dell’artrosi, ma anche un livello di recupero dell’attività sportiva che sarebbe impossibile in pazienti sottoposti a un intervento di sostituzione protesica del ginocchio.

Conclusioni

La protesi non è la soluzione più adatta in tutti i pazienti con artrosi di ginocchio.

L’osteotomia tibiale e/o femorale rappresenta una strategia di chirurgia conservativa efficace per ridistribuire i carichi sull’articolazione in persone che presentano deviazioni dell’asse anatomico degli arti inferiori e, trasferendo il peso sul compartimento del ginocchio non interessato dal processo artrosico, preservare la durata dell’articolazione stessa.